
Valle del fiume Metauro
Tra il fiume Metauro e Foglia, da FERMIGNANO a FANO tra MONTE SAN BARTOLO e i MONTI DELLA CESANA, durante la Resistenza operò con numerose azione la Brigata Garibaldi Bruno Lugli, così intitolata a ricordo di un combattente della libertà caduto in Spagna nel 1937.
Il territorio in cui la brigata operava era assai vasto, racchiudeva ampie zone pianeggianti e collinari e poco estese erano le zone boscose; il territorio era attraversato da strade percorribili da autocarri e mezzi blindati dei tedeschi e quindi poco adatto ad azioni di guerriglia. Per tale ragione in questa zona si evitarono concentramenti di uomini e mezzi e i partigiani operarono in piccoli gruppi organizzati in squadre che facevano riferimento al comando di brigata e che si muovevano frequentemente per non essere intercettate dai tedeschi. In questa brigata erano inquadrati i distaccamenti Balducci, Metaurense, Toscano, Salvalai e Don Minzioni.
Il 2 maggio i partigiani del Balducci attaccarono la caserma dei carabinieri di ISOLA DI PIANO aprirono silos e distribuirono il grano alla popolazione, sostenendo poi scontri con i tedeschi, alcuni partigiani furono catturati e uccisi poi a PESARO. Altre azioni di questo genere furono condotte dal Metaurense e dal Salvalai, e continuarono anche nel mese successivo arrivando a toccare anche le zone intorno alla parte bassa dei fiumi Metauro e Foglia.
Nel mese di luglio con l’intensificarsi delle operazioni di spostamento delle truppe tedesche verso la LINEA GOTICA, le azioni lungo il Metauro si intensificano in collaborazione con i Gap dei centri più attivi della zona, soprattutto lungo la Flaminia e sulle strade che da questa portano al basso Foglia.
Il rastrellamento della Brigata Lugli arrivò il 26 luglio nella zona di FONTE CORNIALE e MONTE SAN BARTOLO, dopo un primo scontro e la ritirata tedesca, l’offensiva ricominciò nel primo pomeriggio e centinaia di tedeschi con autoblindo e armi pesanti attaccarono di nuovo la brigata costringendola al ritiro e all’immobilità.

Nei giorni successivi l’intera brigata si riorganizzò e più a sud i distaccamenti Balducci, Salvalai e Metaurense e Toscano presero contatto con le truppe alleate attraversando le linee tedesche. Il Metaurense partecipò a fianco dei reparti inglesi presso FOSSOMBRONE al combattimento per il passaggio del Metauro e all’occupazione di importanti posizioni sulla Cesana davanti ad URBINO.
Dopo la liberazione delle principali città della provincia, Pesaro Fano e Urbino, le truppe alleate con l’aiuto della Brigata Lugli, iniziarono a passare la zona collinare tra il Metauro e il Foglia in vista ormai delle fortificazioni della linea Gotica sui cui il fronte si fermò a lungo.