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TREIA

Nella località Passo di Treia, a qualche chilometro di distanza dall’omonimo centro abitato, fu istituito nel giugno del 1940 un campo di internamento civile, esclusivamente femminile. Il campo era ubicato a Villa Spada, un’ampia casa di campagna di proprietà dei conti Vannutelli. Era diretto da un Commissario aggiunto di pubblica sicurezza, coadiuvato da una direttrice e alcune inservienti. La struttura poteva ospitare circa un centinaio di internate e vi furono concentrate donne straniere di nazionalità inglese, francese e iugoslava, tra le quali vi erano anche delle ebree.

La situazione igienica e sanitaria era tutt’altro che soddisfacente. Furono frequenti i sopralluoghi da parte della Croce Rossa internazionale, dell’ambasciata americana e della Legazione svizzera, che denunciarono le deficienze strutturali dello stabile e, in particolare, del tetto e dei servizi. Inoltre vi furono da parte degli inglesi numerose denunce nei confronti del personale di sorveglianza per maltrattamento e percosse, per intimidazioni e furto di pacchi destinati alle internate.

Il campo venne chiuso nel dicembre del 1942 “per le deficienti condizioni igienico-sanitarie”; le internate furono allora trasferite al campo di Petriolo.

 

Bibliografia
R. Cruciani (a cura di), E vennero... 50 anni di libertà (1943-1993). Campi di concentramento, prigionieri di guerra, internamento libero nella Marche 1940-1945, Cooperativa Artivisive, Macerata 1993.
C. S. Capogreco, I campi del duce. L'internamento civile nell'Italia fascista (1940-1943), Einaudi, Torino 2004.

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