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TOLENTINO

 

Fin dall'ottobre del 1943, a Carpignano, vicino Tolentino, si era costituita una banda partigiana, formata da giovani del luogo ed alcuni ex prigionieri evasi dai campi d’internamento maceratesi, comandato da Pacifico Nerpiti. Alla fine di dicembre Nerpiti rimase gravemente ferito in un attentato ordito da alcuni elementi stranieri della banda. Il gruppo si sbandò, ma già nel gennaio del ’44 fu ricostituito, con il nome di gruppo “201”, sotto il comando del tenente Emanuele Lena (Acciaio) e del vicecomandante Antonio Claudi (Toto). La banda svolse numerose azioni di disturbo e sabotaggio nella zona compresa tra Tolentino, Serrapretrona e Caldarola. In seguito all’eccidio di Montalto, il gruppo subì uno sbandamento e si ricostituì con il nome di 201 volante”.

Il 15 aprile 1944, dopo un'azione avvenuta nella zona con l’intento di catturare il capo della provincia Ferrazzani, nella quale furono catturati e successivamente uccisi i partigiani Livio Cicalè e Giuseppe Biagiotti, Acciaio scomparve e il gruppo fu riorganizzato sotto la guida di Toto Claudi prendendo il nome di battaglione Buscalferri. Nel maggio del 1944 vi fu una intensa attività di sabotaggi, specie lungo la statale 77, i tedeschi fecero continui arresti tanto che il campo d’internamento di Sforzacosta si riempì di giovani catturati proprio in quei giorni. Inoltre Tolentino era stata presa di mira dai comandi nazisti e fascisti perché era diventata uno dei centri più importanti per il collegamento e i rifornimenti dei partigiani, era il punto di riferimento dell’attività partigiana che ruotava intorno a una serie di paesi come San Severino, Matelica, Castelraimondo, Belforte sul Chienti e Serrapetrona, tutti luoghi in cui l’attività resistenziale era molto intensa.

Nel mese di giugno venne interrotto ripetutamente il transito tra la via Flaminia di Tolentino e le vallate del Fiastrone e del Piastrella. I tedeschi si trovarono in difficoltà e furono costretti a ripiegare nella vallata del Fiastrella e a procedere con grande lentezza nel loro cammino verso Macerata, ostacolato però dalla presenza delle formazioni Vera, Nicolò, Capuzzi, Fazzini, Buscalferri, 1° maggio e i Gap di San Severino, Tolentino, Caldarola, Corridonia.

Tolentino fu liberata il 30 giugno 1944 dai partigiani del Buscalferri insieme ai soldati del Cil.

 

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