
OSIMO
Dopo l’8 settembre, a Osimo si costituirono i primi nuclei di resistenti che si organizzarono, sotto la guida di Quinto Luna nel Gap Fabrizi, che divenne con il tempo il centro di tutta l’organizzazione partigiana della zona. Il 18 settembre 1943, i tedeschi avevano preso possesso della città e delle caserme. I partigiani iniziarono a muoversi per procurarsi armi, munizioni e vestiario per gli altri che erano in montagna. La prima azione del Gap Fabrizi fu il disarmo della caserma di Osimo e la sottrazione delle armi e delle munizioni. In febbraio venne ucciso dai partigiani un fascista osimano, scatenando una corposa attività repressiva in città. Dopo questo episodio e in seguito a vicende interne alla resistenza, come l’arresto di Tommasi e la riorganizzazione provinciale, il Gap Fabrizi si sciolse e alcuni andarono in montagna, tra cui Quinto Luna che fu inviato a dirigere il movimento partigiano nella zona di Arcevia.
Tuttavia i Gap si riorganizzarono e venne creato anche il gruppo Stacchiotti (intitolato a uno dei caduti osimani a Valdiola) al comando di Paolo Orlandini e successivamente il gruppo Santo Stefano. Nella zona operavano anche altri distaccamenti Gap, due a Loreto, uno a Sirolo e Numana, uno al Poggio e Massignano, uno a Camerano, uno a Castelfidardo e uno a Filottrano.
Tutti appartenevano al comando di zona Gap “Sud Musone”, di cui era responsabile Paolo Orlandini. In prossimità della liberazione i Gap fecero numerose azioni di sabotaggio e di disturbo nei confronti dei tedeschi e dei fascisti. Alla fine di giugno i primi tedeschi lasciarono la città, ma i rimasti portarono a termine l’opera di devastazione delle attività produttive che non dovevano passare in mano agli alleati, vennero pertanto danneggiati il pastificio Fagioli, le filande, lo stabilimento di bachelite e il consorzio, oltre ad essere minate numerose strade e ponti. A Loreto in quei giorni vennero fucilati lungo la strada i fratelli Brancondi, tra i principali rappresentanti della resistenza in città. A Filottrano il 30 giugno vennero arrestati e fucilati dai tedeschi dieci giovani accusati di aver sparato colpi di fucile contro una macchina tedesca di passaggio. Tra giugno e luglio il fronte era fermo lungo la linea “Edith” che si estendeva lungo il fiume Musone fino ad arrivare a Cingoli. L’incarico di sfondare la linea e conquistare Ancona venne assegnato al II Corpo d’armata polacco. Iniziarono così il 1° luglio e durarono fino all’8 dello stesso mese le battaglie che condussero alla conquista del capoluogo e che si svolsero nella zona di Loreto, Castelfidardo, Filottrano e Osimo.
Il 6 luglio 1944 Osimo fu liberata.