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Montefeltro

Nella zona del Montefeltro operava il distaccamento partigiano del Montefeltro guidato da Giuseppe Alessandri, Mario Rossi e Alfeo Narduzzi. Il distaccamento operava dietro la LINEA GOTICA in una zona che si estendeva tra CARPEGNA, VILLA GRANDE, MACERATA FELTRIA e SESTINO, spesso a diretto contatto con l' VIII Brigata Garibaldi romagnola.
In aprile ci fu un massiccio rastrellamento tedesco nella zona che culminò con l'eccidio di FRAGHETO DI CASTELDELCI.
Il distaccamento operava azioni di sabotaggio e di guerriglia tra CARPEGNA e PIANDIMELETO come quella contro la caserma di MERCATINO CONCA in maggio. Nello stesso mese partecipò alla battaglia sui Monti della Luna insieme al 2° battaglione e alla Banda Panichi.

Fin dal novembre del ‘43 operava, nella valle del Marecchia, anche la banda Mazzini che aveva compiuto numerose azioni come l'occupazione per ben due volte di S. AGATAFELTRIA e la distruzione di depositi di armi e benzina lungo la valle del Marecchia. Il 15 maggio i partigiani della banda Mazzini, attaccarono il presidio fascista di SAN LEO. Dopo due giorni di combattimento i partigiani, presero possesso del luogo, distrussero i documenti per la chiamata alla leva e instaurarono un vero e proprio governo locale, che restò in piedi fino ai rastrellamenti di giugno-luglio.

Dopo la liberazione delle principali città del pesarese, le azioni partigiane nella zona del Montefeltro continuarono spesso in collegamento con i comandi alleati locali, sostenendo scontri presso SESTINO e presso MIRADELLO; intanto continuavano le azioni all'interno della Linea Gotica, lungo la strada di CARPEGNA. L'ultimo scontro dei partigiani del Montefeltro avvenne a PENNABILLI il 26 settembre; l'8 ottobre consegnarono le armi dopo aver completato la liberazione del Montefeltro.

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