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MONTECCHIO


A Montecchio, a pochi chilometri da Pesaro, passava la Linea Gotica. I tedeschi vi avevano trasportato il deposito di mine di Pesaro, con tutto il materiale necessario per la costruzione della linea difensiva, dopo che sulla costa erano iniziati i bombardamenti degli alleati. Nonostante le autorità locali ne avessero più volte denunciato la pericolosità, il deposito rimase nello stesso posto.

Il 21 gennaio, alle 21,30 uno scoppio tremendo devastò il paese. Era esplosa la polveriera dove l’organizzazione tedesca TODT, aveva accatastato migliaia di mine che dovevano servire a minare i campi lungo la Linea Gotica. I soldati italiani di guardia, accortisi del pericolo, avevano cercato di dare l’allarme. Alcuni riuscirono a scappare, per altri non ci fu tempo (Pasquini, Re 2007, p. 200). L’azione era stata fatta dai partigiani che sulla base di informazioni errate circa la consistenza del deposito, e soprattutto sul fatto che le mine sembrava fossero prive di detonatore. intendevano disattivare la polveriera (Mari 1965, p. 111). Il prefetto di Pesaro nella relazione sull’accaduto parla di 8000 mine depositate e di 30 morti e oltre 100 feriti, tuttavia altre fonti forniscono numeri discordanti sulla quantità di mine depositate e sul numero di morti e feriti, comunque sempre molto alto (Giacomini 2008, p. 45).

Il 30 agosto, dopo un massiccio bombardamento aereo e terrestre che sconvolse le linee tedesche, i canadesi e gli inglesi attaccarono massicciamente la Linea gotica combattendo a Montecchio, Borgo Santa Maria e Belvedere Fogliense, riuscendo il 1° settembre a sfondare quasi completamente la prima serie di approntamenti difensivi della Linea Gotica nel settore adriatico (www.sulleormedellastoria.it/IT/seconda-guerra-mondiale/linea-gotica.html).

Poco fuori dell’abitato, sulla statale 423 Pesaro-Urbino, vi è il cimitero anglo-canadese, cominciato dai reparti canadesi nell’autunno del 1944 a cui fu aggiunta ed un’altra area più tardi per altre tombe trasportate qui dalla campagna circostante. Si compone di 582 tombe, di cui 4 di ignoti. Vi sono sepolti 289 soldati canadesi, 284 britannici, 6 sudafricani, 2 indiani e 1 non identificato. (www.lineagotica.eu)
 

Bibliografia
G. Mari, Guerriglia sull’Appennino, Argalia, Urbino 1965.
L. Pasquini, N. Re, I luoghi della memoria. Itinerari della resistenza marchigiana, il lavoro editoriale, Ancona 2007.
Giacomini, Ribelli e partigiani. La Resistenza nelle Marche 1943-1944, Affinità elettive, Ancona 2008.

 

 

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