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MONASTERO

 

Il 22 marzo 1944, dopo che la rappresaglia e l’eccidio di Montalto erano stati consumati, i tedeschi mossero alla volta di Monastero, dove trovarono i partigiani preparati ad attenderli. Sopra il villaggio di Monastero era posizionato il gruppo bande Nicolò, comandato dal tenente Augusto Pantanetti, mentre nella parte iniziale della vallata, dove corrono i sentieri di accesso al paese, erano collocati, da una parte, i partigiani del gruppo “201” comandati da Acciaio e, dall’altra, i partigiani del gruppo Vera di San Ginesio. Fu una giornata di aspri combattimenti; i partigiani riuscirono a mantenere le loro posizioni e a respingere l’attacco procurando numerose perdite ai tedeschi, che, esaltati dalla rappresaglia appena avvenuta a Montalto, non si aspettavano una resistenza così energica. partigiani del gruppo Nicolò nelle grotte di MonasteroIl generale Melia scrisse che i nazifascisti <<perdettero complessivamente tra morti e feriti circa 200 uomini> >, i partigiani persero trentaquattro persone. Dopo i combattimenti di marzo e aprile, il gruppo bande Nicolò si posizionò presso il convento dei frati clareni nel pendio di un monte che sovrasta il fiume Fiastrone, in una zona meno accessibile e più facile da difendere: le grotte di Monastero. Qui il gruppo rimase fino al 12 maggio del 44. I tedeschi più volte perlustrarono la zona senza riuscire a trovare la posizione dei partigiani. Tuttavia la sera del 10 maggio, un partigiano uscito in pattuglia con altri compagni per fare provviste, a causa della nebbia si disperse e s’imbatté nei tedeschi che lo fecero prigioniero e se ne servirono per conoscere le posizioni. Così con il prigioniero in testa la notte fra il 12 e il 13 maggio 1944 i tedeschi e i fascisti iniziarono la manovra di avvicinamento. I partigiani erano già in preallarme, quindi riuscirono a spostarsi in tempo in posizioni più protette e defilate. L’accostamento nemico procedette con lentezza cosicché il comandante Pantanetti, preoccupato del possibile procrastinarsi del combattimento al mattino, decise di forzare gli eventi e scese verso i tedeschi per costringerli a dare inizio ai combattimenti. Dal quel momento il combattimento non si arrestò più fino al mattino, quando i tedeschi si decisero per la ritirata. Tra i partigiani vi furono quattro feriti tra cui il vice di Pantanetti, Mario Del Messier, colpito in maniera grave ad una spalla.

 

Frammento di intervista a MARIO DEL MISSIER, vicecomandante del gruppo partigiano “Bande Nicolò”, è stato uno dei protagonisti della battaglia alle grotte di Monastero, nella quale è rimasto ferito. Il video è tratto dalla raccolta ARCHIVI DELLA RESISTENZA.

 

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