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SFORZACOSTA

A Sforzacosta nel 1942 fu costruito un campo di internamento per prigionieri di guerra inglesi. Dopo l’8 settembre i prigionieri fuggirono dal campo e quelli rimasti furono trasferiti dai tedeschi, che preso possesso del campo, concentrarono in questo luogo tutti gli internati presenti nelle strutture della provincia.

pianta del campo

I primi ad arrivare furono i 58 ebrei di URBISAGLIA, poi le 19 internate di PETRIOLO e le 50 internate di POLLENZA. Dopo pochi mesi gli internati arrivarono ad essere più di 150.  Alla fine di novembre alcuni prigionieri furono sottoposti ad internamento “libero” e trasferiti nei comuni di Caldarola, Pollenza, Urbisaglia, Petriolo, Corridonia, Tolentino e Mogliano. Nel frattempo erano confluiti a Sforzacosta i materiali provenienti dagli altri campi della provincia, ormai dismessi, come coperte, cuscini, materassi e lenzuola. Però nel febbraio 1944, probabilmente per l’avvicinarsi del fronte, il campo cominciò ad essere smantellato, il materiale rimasto fu inviato al campo di Fossoli e i prigionieri furono lì deportati con due trasferimenti successivi.  Il campo di Sforzacosta fu riattivato verso la fine di aprile del 1944 per l’internamento di alcuni giovani renitenti alla leva e antifascisti rastrellati dalle SS nella provincia, in particolare a Tolentino. Questi ultimi furono selezionati e divisi in tre gruppi. Quelli abili al lavoro furono inviati prima al campo di Suzzara e poi nei lager nazisti.

guardie del campo d'internamento

Il campo venne definitivamente chiuso alcuni giorni prima della liberazione, dopo essere anche stato bombardato dagli aerei angloamericani. Il fatto consentì a molti di fuggire, ma altri vi trovarono la morte.

 

CAMPI D'INTERNAMENTO NELLE MARCHE

 

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