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Fragheto di Casteldelci

Il comune di Casteldelci, che non conta più di millecinquecento abitanti, il 7 aprile 1944 fu teatro di una sanguinosa rappresaglia. In zona operava l’VIII brigata Garibaldi. Nella zona di PASSO DI VIAMAGGIO, immediatamente a ridosso della zona occupata dai partigiani, erano in corso i preparativi per allestire la LINEA GOTICA, preparativi messi in difficoltà dalla presenza di bande armate. Il comando tedesco decise di intraprendere questa azione inquadrandola nel piano generale di offensiva contro tutte le forze partigiane dell’Appennino, messo in atto nella primavera del 1944.

La sera del 6 aprile il comando partigiano venne informato che reparti del battaglione d'assalto del comandante in capo del sud-ovest (Sturm-Battaillon OB sudwest) avevano cominciato rastrellamenti massicci nella zona tra il monte Fumaiolo e Casteldelci. I partigiani passarono la notte del 6 aprile a Fragheto per ripartire la mattina successiva. Ma la mattina successiva, venerdì santo, giunse la notizia da vedette della zona che truppe tedesche si stavano avvicinando a Fragheto; i partigiani decisero di andarsene per non farsi trovare in paese, risalirono le alture attorno al paese e attaccarono i reparti dei tedeschi. Fragheto Pasqua 1944:durante la rappresaglia i nazifascisti incendiarono le caseNello scontro a fuoco morirono parecchi tedeschi e alcuni partigiani feriti furono nascosti in una casa di Fragheto.
I soldati tedeschi giunti nella frazione, entrarono in molte case e uccisero trenta abitanti tra i quali 15 donne, 7 bambini, 6 vecchi e 2 giovani. La famiglia Gabrielli, composta di nove membri, venne interamente sterminata. Sempre a Fragheto furono uccisi dai tedeschi altri 5 partigiani che erano stati catturati nei giorni precedenti. In seguito si spostarono verso il comune di Casteldelci e sulla strada fucilarono altri 8 giovani partigiani che erano stati catturati nei giorni precedenti l’eccidio.

L’eccidio di Fragheto nelle testimonianze della popolazione e dei partigiani costituisce un esempio di memoria divisa tra il ricordo dei partigiani e quello della popolazione. Nella maggior parte della popolazione il ricordo dell’eccidio tende a riversare la colpa della strage sulla responsabilità dei partigiani che il giorno precedente erano passati a Fragheto e si erano fermati per proseguire il giorno successivo, tacendo sulle effettive uccisioni di innocenti che invece furono perpetrate da i nazifascisti. Dall’altra parte c’è la memoria partigiana che pur riconoscendo lo squilibrio delle proprie forze rispetto ai tedeschi, la brigata contava circa duecento uomini rispetto alle migliaia del nemico, ricordano di aver per primi deciso di attaccare i nazisti sulle alture, per evitare che entrassero in paese. Solo un accurato lavoro di ricostruzione storica dei fatti fatta attraverso le testimonianze e i documenti potrà portare luce su un episodio così doloroso che si allinea ad altri episodi simili della guerra sull’Appennino centrale, come quelli studiati da Giovanni Contini su Civitella in Val di Chiana e da Toni Rovatti su Sant’Anna di Stazzema.

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