
FABRIANO
I primi raggruppamenti partigiani si formarono nella zona di Genga, Poggio San Romualdo, Nebbiano, Barucce, San Donato e Collamato. I distaccamenti erano il Lupo, il Tana, il Tigre, guidato quest’ultimo da Egidio Cardona, e operarono prevalentemente azioni di sabotaggio e di disturbo su strade e ponti, attacchi alle caserme e alle linee e alle stazioni ferroviarie. L’azione militare più importante della resistenza locale avvenne ad Albacina il 2 febbraio 1944, allorché i partigiani dei gruppi Lupo e Piero, che operavano nell’alta valle dell’Esino, bloccarono un treno carico di reclute nella stazione di Albacina e dopo aver attaccato e sopraffatto la scorta aprirono il treno rimandando a casa tutte le reclute destinate al fronte meridionale nella zona di Pescara (circa seicento uomini).
Morirono nell’azione due partigiani: Attilio Rosselli, fulminato da un filo dell’alta tensione, ed Ercole Ferranti, raggiunto da colpi di mitraglia. L’offensiva tedesca contro i partigiani per liberare le strade verso il nord arrivò a toccare anche la zona di Fabriano, in particolare vennero attaccate le zone montane di Serra San Quirico, del fabrianese e dell’arceviese. Il 22 aprile 1944 moriva Engles Profili, figura di spicco della Resistenza nel fabrianese. Era stato arrestato il 16 a Serraloggia e successivamente interrogato e torturato. Non essendo riusciti a farlo parlare i fascisti lo fucilarono e poi gettarono il corpo in una scarpata sulla strada nazionale 76 nei pressi di Cancelli di Fabriano. In giugno il gruppo Maggini con la collaborazione del Patrignani e dei Lupi di Serra occupò Genga scontrandosi con i tedeschi, vennero interrotte le linee telefoniche e telegrafiche; venne inoltre interrotta dai Lupi di Serra la ferrovia per Matelica nei pressi di Cerreto d’Esi. Il 9 giugno a Vallina di Fabriano il gruppo Tigre subì un pesante attacco dei tedeschi e rimasero uccisi cinque partigiani.
L’11 gennaio del ’44 Fabriano venne bombardata, subendo ingenti danni alla città e numerosi morti.
Dal mese di ottobre del 1940, in una parte del Collegio Gentile, funzionò anche un campo d’internamento maschile. All’inizio l’edificio ospitò internati ritenuti “pericolosi” e successivamente vi furono rinchiusi anche prigionieri jugoslavi. Dopo l’8 settembre 1943, furono liberati gli internati ancora presenti e il campo venne chiuso; venne riaperto durante il periodo della RSI per l’internamento di renitenti alla leva, partigiani, lavoratori coatti e per gli internati che venivano nuovamente catturati nella provincia di Ancona.
La città fu liberata il 13 luglio 1944, i tedeschi abbandonarono Fabriano e la zona di difesa che andava da Fossato di Vico fino ad Albacina.