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LA BATTAGLIA SUL COLLE SAN MARCO

 

Nel pomeriggio del 2 ottobre, nei pressi di Porta Cartara, ci fu uno scontro tra alcuni ragazzi del San Marco e dei soldati nazisti. Una camionetta tedesca con mitragliera cominciò a battere la campagna per poi fermarsi con il sopraggiungere del buio. Durante la notte giunsero notevoli rinforzi e vennero piazzate artiglierie naziste lungo i colli dai quali si poteva colpire facilmente il San Marco, facendo cadere il presupposto tattico dei partigiani. All’alba del 3 ottobre i tedeschi puntarono direttamente alla montagna attaccando i patrioti di sorpresa e circondando il Colle. Iniziò una cruenta battaglia che fu interrotta da un provvidenziale terremoto. Ma lo spavento dovuto all’evento sismico durò poco e già prima di sera ricominciarono i combattimenti, i quali perdurarono fino al 4 ottobre.

   I partigiani combatterono e resisterono finché poterono, poi si ritirarono di fronte all’offensiva tedesca. Alle Rocce e alle Vene Rosse gruppi isolati si difesero finchè poterono prima di essere catturati e condotti al Forte Malatesta. I nazisti, a suggellare una vittoria che costò comunque numerose perdite, fecero saltare Villa Parisi (il “villino Ardito”), sede del Comando partigiano. Al termine della battaglia si contarono una trentina di caduti tra le fila partigiane. Nei giorni dei combattimenti le rappresaglie sulle popolazioni furono continue; l’esercito nazista massacrò sia semplici cittadini che partigiani fatti prigionieri, facendo aumentare progressivamente di numero le vittime italiane. Villa Parisi distrutta dai tedeschiCi furono rastrellamenti di vaste proporzioni, nel corso dei quali furono catturate un centinaio di persone tra cui numerosi civili, che vennero poi condotti nel campo di concentramento di Spoleto e da lì in gran parte deportati in Germania.

 

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