BRACCANO
Nella primavera del ’44 cominciarono in maniera massiccia i rastrellamenti tedeschi, con l’intento di stanare i partigiani nascosti sul San Vicino. La manovra comprendeva l’accerchiamento di Frontale, Elcito, Valdiola, Roti e Braccano. Il 24 marzo una serie di colonne tedesche avanzava da San Severino e da Castelraimondo puntando verso i colli tra Roti e Braccano. L’attacco delle SS tedesche iniziò intorno alle 3 del mattino. La prima località ad essere occupata fu Braccano sulle cui alture si trovava un distaccamento partigiano composto da italiani e slavi, comandato da Primo Boarelli, ma quel giorno gli uomini del gruppo erano pochi, perché la maggior parte di loro era andata a raccogliere le armi di un lancio alleato avvenuto vicino Fabriano.
La mattina stessa in cui le truppe tedesche entrarono nel paese, il parroco di Braccano, don Enrico Pocognoni, aveva suonato le campane per avvertire la popolazione ed i partigiani del pericolo. I tedeschi occuparono Braccano, perquisirono le case, fecero uscire tutti gli uomini e li raggrupparono nella locale scuola elementare. La prima vittima tra i partigiani fu il somalo Mohamed Raghè. Poi catturarono don Pocognoni, lo torturarono facendolo camminare per oltre 1 km a colpi di moschetto sul capo, lo fucilarono con cinque o sei colpi alla schiena. I tedeschi catturarono tre partigiani durante il rastrellamento: Temistocle Sabbatini, Ivano Marinucci e il somalo Thur Nur, li picchiarono, li portarono nel campo dove era stato ucciso poco prima don Enrico e vennero uccisi a raffiche di mitra. Nel pomeriggio i nazifascisti uccisero Demade Lucernoni, probabilmente denunciato da qualche spia a servizio dei tedeschi. Un’ulteriore vittima dell’eccidio di Braccano fu il partigiano Augusto Cegna, arrestato il 23 marzo, dopo aver subito atroci torture e una prima sommaria fucilazione, fu finito a raffiche di mitra il 26 mattina.
I tedeschi si diressero alla volta di Roti, i partigiani del gruppo “Mario” coadiuvati dai gruppi “Porcarella” e “Cingoli” difesero la zona e contrattaccarono; il capitano partigiano Salvatore Valerio cadde in battaglia. Poi il rastrellamento tedesco toccò Valdiola.
