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BOMBARDAMENTI NELLA PROVINCIA DI ANCONA

 

Durante la seconda guerra mondiale il territorio marchigiano fu oggetto di numerosi bombardamenti da parte dell’esercito anglo-americano. L’intento era quello di centrare obiettivi militari come caserme, presidi e depositi; colpire le vie di comunicazione (strade, ponti, stazioni ferroviarie, porti, aeroporti) e danneggiare le fabbriche che fornivano materiale bellico. Di fatto i bombardamenti provocarono un gran numero di vittime e danni ingenti per la popolazione.

Il 16 ottobre 1943 ci fu il primo bombardamento della città di Ancona. La zona colpita fu quella nelle vicinanze della stazione ferroviaria, nella zona degli Archi e della Palombella, lungo via Marconi, C.so Carlo Alberto e via De Pinedo. Crollarono numerosi edifici, ci furono circa 200 vittime e circa 300 feriti tra gravi e leggeri. La mattina del 1° novembre ci fu un nuovo bombardamento pesante sulla città. Fu interessata la zona del porto, il rione Guasco, il rione San Pietro, le vie adiacenti che oggi compongono il centro storico di Ancona. Il cantiere navale subì danni ingenti, la Nave Reale Savoia, colpita dalle bombe, si adagiò su un fianco e affondò. Il rifugio di via Fanti, nel quale avevano cercato protezione gli abitanti del quartiere San Pietro, i carcerati del carcere di Santa Palazia e le ospiti dell’orfanotrofio Birarelli, fu raggiunto dagli ordigni ad uno degli imbocchi e divenne la tomba di circa 400 persone. I soccorritori riuscirono ad estrarre circa 150 cadaveri, le restanti vittime rimasero per sempre sotto le macerie. Complessivamente le vittime del bombardamento del 1° novembre furono circa 2000. L’8 dicembre veniva bombardata la zona del Piano, Piazza d’Armi e i quartieri adiacenti: il Pinocchio, Posatora, le Palombare, le Grazie. Furono danneggiate molte abitazioni, interrotte le vie di comunicazione, distrutto il manicomio provinciale di Viale Cristoforo Colombo. Ci furono 42 vittime e una trentina di feriti. Alla fine del conflitto, sulla città di Ancona, si contarono circa 200 bombardamenti, alcuni dei quali anche navali, e diversi quartieri della città andarono completamente distrutti, tra cui il più devastato fu il quartiere del porto.

 

Durante la guerra Falconara M.ma fu ripetutamente colpita da bombardamenti aerei, il più devastante fu quello del 30 dicembre 1943 quando cinque squadriglie di aerei sganciarono circa trecento bombe e numerose furono le vittime anche se gran parte della popolazione era già sfollata. Furono demolite un centinaio di case nella zona centrale e nelle località le Ville, Barcaglione e Guastuglia. Un secondo bombardamento pesante sulla città avvenne il 20 gennaio 1944. Dopo l'8 settembre anche la città di Jesi subì numerosi bombardamenti alleati, il primo dei quali il 3 novembre 1943. La città fu colpita prevalentemente nella zona dell’aeroporto, importante nodo di scambio occupato in quel momento dai nazifascisti. Fabriano venne colpita l’11 gennaio 1944, morirono una sessantina di persone. Chiaravalle subì un devastante bombardamento il 17 gennaio 1944, giorno in cui si festeggiava Sant’Antonio, era in corso la tradizionale fiera e la città era piena di avventori. Furono sganciate diciotto bombe, alcune delle quali ad orologeria: una di esse scoppiò addirittura cinque giorni dopo lo sgancio. Gli anglo-americani avevano l’obiettivo di tagliare le vie di comunicazione ai tedeschi in ritirata, quindi uno dei bersagli principali era il ponte ferroviario sul fiume; l’attacco coinvolse anche l’ospedale civile, il teatro, la casa maternità, provocando circa quattrocento morti.

 

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