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GINO TOMMASI

Ancona 19 settembre 1895 – Mauthausen (Austria) 5 maggio 1945. Ingegnere. Nome di battaglia Annibale. Medaglia d’oro al Valor militare alla memoria. Ufficiale subalterno della Territoriale nella Prima guerra mondiale, si laureò in Ingegneria a Bologna nel 1920, ma tornò ad Ancona per esercitare la professione. Aderì prima a gruppi socialisti, poi al partito comunista nel 1942. In qualità di Tenente dell’artiglieria, nel 1943 fu incaricato dalla Concentrazione antifascista di organizzare la difesa della città. Il suo tentativo di prendere contatti con le autorità militari locali non ebbe esito positivo e i tedeschi entrarono ad Ancona il 13 settembre 1943. Molti dei soldati che si trovavano nelle caserme e che non erano scappati, furono deportati. Contemporaneamente a questi eventi, Tommasi assunse il controllo del Corriere Adriatico, riuscendo a farne pubblicare 5 numeri prima dell’occupazione tedesca. Successivamente si impegnò a fondo nell’organizzazione della lotta partigiana costituendo, nell’ottobre del ’43, nella Vallesina e lungo la costa adriatica una formazione detta “Guardia nazionale”. Da essa nacque, a dicembre, la Brigata d’assalto “Ancona” (organizzata in bande e in GAP) che, nel gennaio 1944, divenne la 5a Brigata Garibaldi “Ancona”. A Tommasi fu anche affidato il compito, da parte del Cln regionale, di coordinare la lotta armata anche nelle altre province marchigiane. Nella notte dell’8 febbraio 1944, mentre rientrava da una riunione clandestina nel pesarese, l’auto su cui viaggiava Tommasi fu coinvolta in un incidente. Egli decise di fermarsi a dormire nella sua abitazione a Borghetto di Ancona dove, a causa di una soffiata, venne sorpreso dai fascisti. Lo portarono nel carcere di Macerata, poi a Forlì, dove lo torturarono per estorcergli informazioni sull’organizzazione clandestina da lui diretta. Infine i fascisti si liberarono di Tommasi consegnandolo ai tedeschi, i quali lo deportarono a Mauthausen, dove morì il 5 maggio 1945, giorno della liberazione del campo. Per le sue qualità umane, le sue capacità organizzative e il suo prestigio, alla sua memoria fu conferita, nel dopoguerra, la Medaglia d’oro al Valor militare. Motivo della ricompensa: "Tenente colonnello di artiglieria di complemento, fu tra i primi a partecipare alla lotta partigiana con instancabile attività e sprezzo del pericolo. Organizzò e comandò la Brigata garibaldina marchigiana. La sua forte personalità divenne il centro di attrazione per tutti coloro che sceglievano la via del dovere. Catturato dal nemico che vedeva in lui il simbolo della resistenza partigiana e sottoposto alle più atroci torture, serbava fieramente il silenzio, riuscendo altresì ad avvertire i compagni dell'incombente pericolo. Tra i deportati in Germania manteneva alto con l'esempio il nome d'Italia, finché la sua eroica vita fu troncata dagli inauditi stenti del campo di Mauthausen". Nel 1951 il Consiglio comunale di Ancona ha intitolato una via a suo nome.

FONTI
www.anpi.it/donne-e-uomini/gino-tommasi
Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza, La Pietra, Milano 1968, Volume T-Z, p. 87.

Elena Romani

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