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ALESSANDRO MAGGINI

Ancona 1° marzo 1924 – Ostra (Ancona) 6 febbraio 1944. Nome di battaglia Doro. Studente, partigiano, Medaglia d’argento al Valor militare alla memoria. Famiglia operaia di tradizioni democratiche e antifasciste, si era iscritto al Magistero di Venezia.
Trovò lavoro come impiegato e contemporaneamente fu impegnato nelle attività del partito comunista clandestino, tanto che diventò dirigente dell’organizzazione giovanile. Per discutere e preparare il materiale propagandistico rischiò anche il posto di lavoro, in quanto utilizzava gli scantinati della struttura per organizzare riunioni segrete. Si attivò come gappista per rastrellare armi e nasconderle. Nel novembre del ’43 partecipò alle lezioni presso la scuola di formazione per commissari politici a Sappanico e nel 1944 venne assegnato al distaccamento GAP di Ostra. La zona era molto pericolosa, perché «la popolazione aveva una lunga tradizione di obbedienza filo cattolica, voleva rimanere “tranquilla” e i gerarchi fascisti locali godevano di una solida accettazione sociale» (Fazzoletti rossi: tre vite diverse una scelta comune: “ribelli”, 2008, p. 135); inoltre proprio lì erano già stati uccisi dei tedeschi, i quali intendevano vendicare i loro caduti.  In un’operazione di rastrellamento Maggini, Brutti e Galassi, forse a causa di una spia, furono catturati e portati nella piazza di Ostra. Benché sottoposti a duri interrogatori accompagnati da percosse da parte del console Gardini, del centurione Paggi e del questore De Biase, Maggini e gli altri due compagni non rivelarono alcuna informazione. Mentre si stava dirigendo verso il luogo della fucilazione, il giovane intonò con i compagni il canto della Gioventù Rivoluzionaria “La Giovane Guardia”. Morì il 6 febbraio 1944 e inizialmente fu sepolto ad Ostra; il 20 ottobre 1945 la salma fu portata ad Ancona. Il “fazzoletto rosso” di partigiano che portava al collo venne consegnato al partito comunista per sua espressa volontà, poi la madre lo volle con sé nella tomba. Dopo la sua morte, il distaccamento di Ostra prese il suo nome, così come la via di Ancona dove abitava la sua famiglia: da via Salita Pinocchio divenne via Alessandro Maggini. Motivazione della ricompensa al Valor militare: «Entrato all’armistizio nel movimento della resistenza della sua zona portandovi entusiasmo e fede, Alessandro Maggini si dedicò ad un’attiva opera organizzativa e con una formazione partigiana partecipò a numerose azioni distinguendosi per audacia e spirito d’iniziativa. Nel corso di un violento rastrellamento nemico, effettuato con grande impiego di uomini e mezzi, cadde prigioniero. Sottoposto a duri interrogatori, non rivelò nulla che potesse nuocere alla sua formazione. Condannato a morte, affrontò il plotone di esecuzione con grande fierezza e cadde cantando un inno patriottico.»

FONTI

N. Fonghini Maggini, Una famiglia proletaria, Tipografia artigiana, Ancona [19..];

I. Matteucci (a cura di), La lapide e il cippo di Piazza Ugo Bassi: Luigi Bartola, Marcello Espinosa, Aroldo Lodovichi, Alessandro Maggini…, Il lavoro editoriale, Ancona 2007;

M.G. Salonna, Fazzoletti rossi: tre vite diverse una scelta comune: “ribelli”, Affinità elettive, Ancona 2008;

R. Giacomini, Ribelli e partigiani: la resistenza nelle Marche 1943-1944, Affinità elettive, Ancona 2008, p. 126;

Sito A.N.P.I. www.anpi.it/donne-e-uomini/alessandro-maggini/
 

Elena Romani

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